Storia

L’edificio, attualmente occupato dalla Casa di Riposo San Giuseppe, era un tempo destinato a convento dei frati domenicani di Taggia che realizzarono il complesso monastico, costituito dalla vicina Chiesa e dalle celle, attorno al XVII secolo. La Chiesa di San Domenico, non fu mai completamente terminata, ed oggi risulta sconsacrata e di proprietà del Comune di Dolcedo.

All’inizio del 1800, dopo pochi anni dalla sua realizzazione, l’edificio aveva già cambiato destinazione, utilizzando i locali al piano terreno dell’immobile ad uso pubblico e a carcere mandamentale, già attivo dal 1875, mentre il piano primo era già adoperato come ospedale.

 

Le prime notizie storiche che si possono reperire negli archivi comunali risalgono all’anno 1889 quando il Geom. Giovanni Ascheri, per conto del Comune di Dolcedo, redisse il “Progetto di riattamento dell’Ex Convento San Domenico inserviente ad uso di Ospedale, dai danni del terremoto”.

 

Nei documenti originali (Perizia, Computo Metrico, Capitolato di Appalto e Disegni) si evidenzia lo stato dei danneggiamenti provocati dal sisma e la necessità di intervenire eseguendo i seguenti lavori: il consolidamento delle murature esistenti, la realizzazione di un pozzo nero, la modifica delle bucature esistenti, la sostituzioni dei volti con nuovi solai in legno, la concatenazione dell’intero fabbricato con due ordini di tiranti in ferro, la demolizione e ricostruzione dei tetti dell’intero fabbricato, la demolizione e ricostruzione dei pavimenti, la costruzione di una scala interna per accedere dal piano primo ai soffitti, la sostituzione e manutenzione dei serramenti, l’intonacatura dei nuovi muri oltre che la riparazione dei vecchi intonaci con la successiva coloritura.

L’intervento sopra descritto risulta certamente la fase di trasformazione più significativa del manufatto, ed è in parte riconoscibile ancora oggi.

 

Dopo il secondo dopoguerra venne realizzato il reparto maternità dell’ospedale.

Attorno agli anni sessanta l’immobile subì una ulteriore trasformazione in quanto venne destinato ad asilo infantile, limitatamente alla parte confinante con l’ex edificio monastico, e a Casa di Riposo per anziani per la parte che si sviluppava nel giardino, la struttura assistenziale è stata poi ampliata con una nuova ala, costruita attorno agli anni settanta con fondi regionali; e successivamente dotata di un ascensore – montalettighe per adeguare l’immobile alle normative vigenti in materia di abbattimento delle barriere architettoniche.

Ultima revisione: 21/03/2007 12:44:26

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