Progetto: “IL GIARDINO DELLA MEMORIA” Realizzazione di un ambiente protesico per soggetti affetti da demenza tipo Alzheimer

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(foto realizzate da Donna Corboy)

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“ IL GIARDINO DELLA MEMORIA” Realizzazione di un ambiente protesico per soggetti affetti da demenza tipo Alzheimer.

 
La Residenza Protetta “Casa di Riposo San Giuseppe” situata in posizione centrale del Comune di Dolcedo risponde alle esigenze degli anziani autosufficienti e non autosufficienti con esiti cronicizzati di patologie cognitive o senili che necessitano prestazioni residenziali e diurne con assistenza sanitaria di medicina generale e geriatrica,  infermieristica, assistenza tutelare, riabilitazione, animazione e socializzazione, assistenza alberghiera di tutta la Valle Prino ed anche di residenti in altre zone della Provincia di Imperia. Attualmente la struttura ha una capacità ricettiva di n. 35 posti letto. La struttura situata nello stabile un tempo destinato a ospedale e successivamente a congregazione di carità risale alla seconda metà del 1600 e considerando le scarse risorse finanziare a disposizione della Casa di Riposo è stato oggetto solo ultimamente di alcuni lavori urgenti e improrogabili di adeguamento agli impianti e alcuni locali tecnici. Oggi la volontà degli amministratori oltre che la recente normativa impongono come obiettivo a breve termine quello di intervenire radicalmente sullo stabile per migliorare il confort degli ospiti e dotare la struttura di quei requisiti previsti per le R.P. con funzioni di RSA di mantenimento.
Attualmente sono stati avviati i lavori di ristrutturazione e adeguamento funzionale del primo lotto delle opere interne che prevede la possibilità di un futuro ampliamento dei posti e un uso più razionale degli attuali locali cercando però nel contempo di salvaguardare le caratteristiche architettoniche ed artistiche dell’edificio che mostra importanti valenze storico artistiche.
Il progetto si qualifica anche per una migliore organizzazione degli spazi con la separazione sui diversi livelli delle funzioni.
Particolare attenzione è stata anche prestata alla cura dell’importante giardino che dovrà rappresentare lo sfogo naturale all’aria aperta per gli ospiti non autosufficienti che garantirà, grazie alla vista aperta sulla Valle e alla tranquillità del piccolo comune di Dolcedo, un ambiente più che piacevole.
L’idea è quella di creare una piccola Residenza Protetta caratterizzata da un alto livello di confort e di assistenza socio – sanitaria.
La stessa struttura inoltre accoglie già oggi il medico di base dell’ASL che serve gran parte degli abitanti di Dolcedo e potrà senza dubbio diventare un centro diurno di incontro per le persone anziane ovvero con problemi di salute i quali potranno ricevere assistenza, cure e intrattenimento durante la giornata.
Il progetto specifico oggetto della richiesta di finanziamento nasce dalla consapevolezza di come la demenza,la cui numerosità è sensibilmente aumentata nel corso degli ultimi decenni,rappresenta un problema rilevante con un altissimo impatto sugli individui,la famiglia,il sistema sanitario,la società.le demenze infatti per la loro intrinseca natura sono patologie a carattere cronico progressivo la cui durata media è di 10 anni.
L’obiettivo è quello di realizzare nell’ambito della residenza protetta una unità speciale di cura per soggetti affetti da patologia demenziale tipo alzheimer,capace di fornire un tipo di assistenza più qualificata e specifica rispetto allo standard tradizionale delle strutture residenziali.
Contestualmente individuare attività e spazi operativi interni ed esterni con funzione evocativa- protesica- riabilitativa per i bisogni specifici di questa fascia di assistiti.
La demenza è una condizione clinica caratterizzata da una molteplicità di sintomi.
Accanto al deficit mestico si assiste alla compromissione di altre funzioni cognitive quali:capacità di ragionamento astratto e di logica,prassia,linguaggio.
Per la persona colpita da demenza passato e futuro non sono più le coordinate che dirigono il vivere quotidiano.
In questa situazione è la dimensione spaziale che assume la funzione di legare l’individuo alla dimensione temporale.
I luoghi frequentati costituiscono le tracce permanenti,cioè maggiormente resistenti alla disgregazione a cui porta la malattia,di un passato ancora carico di significato.
Quindi un intervento ambientale in senso protesico può avere effetti ampiamente positivi sulle prestazioni del soggetto.
Le linee guida riguardo alla progettazione di strutture per soggetti affetti da demenza sono favorevoli all’inserimento di zone verdi esterne accessibili e protette alle quali è scientificamente riconosciuta la validità terapeutica.
Il progetto di un”giardino della memoria” nasce dall’esigenza di realizzare uno spazio che tenga conto delle diverse capacità motorie,sensoriali e percettive degli ospiti.La creazione di un giardino fruibile da soggetti affetti da demenza deve essere realizzato in uno spazio delimitato che ne consenta la fruizione autonoma ma in condizioni di sicurezza.Il percorso e’ un elemento fondamentale,deve rappresentare una guida ed essere appositamente studiato in modo da non permettere al soggetto di perdersi e provare sentimenti di incertezza o stati di ansia.
Deve quindi avere un andamento sinuoso,senza bruschi cambi di direzione,senza incroci che possono dare disorientamento e incertezza nella scelta della strada da percorrere.
Se possibile e’ preferibile la forma ad anello.
E’ necessario predisporre aree di sosta alcune pensate per incontri con altri ospiti altre per momenti di isolamento in cui le persone affette da demenza talvolta si rifugiano nel tentativo di difendere un proprio spazio.
Nella vegetazione vengono evitate piante nocive,privilegiati alberi stagionali che stimolano l’osservazione dei cambiamenti delle stagioni,piante odorose per la stimolazione olfattiva,piante con fiori colorati per la stimolazione visiva.
La creazione di una fontana o laghetto centrale che possa attirare l’attenzione per il movimento ,per il rumore e per le caratteristiche evocative dell’elemento acqua.
Devono essere progettati punti di riferimento al fine di stimolare le capacita’ mnestiche e l’orientamento spaziale.
Uno spazio può essere dedicato all’orticultura dove favorire l’attivita manuale,contrastare la passivita’,stimolare l’attenzione.
L’intrevento persegue i seguenti obiettivi:
l        stimolare le capacita’ residue motorie,sensoriali,cognitive
l        ridurre i problemi comportamentali
l        stimolare la motivazione a fare

l        gestire il girovagare afinalistico(wondering)

Clicca sull’immagine per ingrandirla:

immagine_400          (Progetto Arch. Maurizio Arnaldi – Albenga)

Le strutture per anziani dovrebbero proporsi come luogo di vita, in cui realizzare un progetto assistenziale, e in grado di dare all’ospite e ai suoi familiari l’opportunità di godere ancora in libertà di spazi aperti, dove il movimento è senza limiti e pericoli, e dove è possibile ripristinare un contatto con la natura e i suoi bioritmi.

Il Giardino Alzheimer nasce con le seguenti finalità terapeutiche:
* Ridurre i problemi comportamentali e, in particolare: il disorientamento spazio temporale, i tentativi di fuga, il girovagare afinalistico (wandering) e le reazioni catastrofiche;
* Ridurre l’uso dei farmaci psicoattivi;
* Ridurre, se non abolire, il ricorso alla contenzione;
* Rallentare il declino delle capacità funzionali;
* Stimolare le capacità residue
* Stimolare la memoria remota dei pazienti nei riguardi delle loro attività precedenti, come ad esempio coltivare l’orto, accudire i fiori, passeggiare nel giardino, ecc.
* Compensare i deficit cognitivi e funzionali causati dalla demenza.
Lo spazio verde si configura come uno spazio dei sensi, (il tatto, l’olfatto, la vista), e uno spazio connettivo. Il primo è caratterizzato da piccole zone con spazi dedicati a specifiche essenze: aree colorate (piante selezionate in modo da garantire una corretta distribuzione cromatica) e aree aromatiche (piante che emettono profumazione intense al solo sfregamento delle foglie). Lo spazio connettivo è dato dal manto erboso e dagli elementi arborei.

Il malato d’Alzheimer ha bisogno di un ambiente sicuro e di una stimolazione mentale e fisica appropriata, per cui il progetto per il giardino prevede il rispetto di alcune componenti:
* Vegetazione: devono essere previste diverse specie, in modo da rappresentare quanti più aspetti terapeutici possibili. La vegetazione deve essere facilmente riconoscibile per il colore e il profumo dei fiori, conosciuta in quanto familiare, manipolabile in quanto non velenosa, evocante il trascorrere del tempo, per la diversità di colori e forme che assume con il trascorrere delle stagioni. La flora prevalente può essere di tipo arbustivo, e in ogni caso la presenza di alberi di alto fusto deve  evitare ombre decise, che possono creare problemi di ansia. Le essenze devono avere valenza visiva (fiori molto colorati anche stagionali) ed olfattiva (giardino delle piante aromatiche). Molto utili sono anche le piante con fogliame villoso, quelle, cioè, che hanno foglie pelose; al tatto danno sensazioni diverse dal solito, piacevoli.
* Aree per la sosta: alcune devono essere più ampie ed ombreggiate, altre dotate di panchine perimetrali, in modo da favorire gli incontri e le attività ricreative collettive. A ridosso di queste aree sarebbe bene fossero presenti alberi da frutto e fiori profumati, per rendere ancora più rilassante e stimolante l’ambiente. E’ utile prevedere anche una o più monopanche, in quanto alcune persone affette da Alzheimer tentano di difendere un proprio spazio personale che, se non rispettato, può scatenare reazioni aggressive.
* Il percorso: deve essere unico, estremamente semplice, privo di biforcazioni e incroci, (per esempio, ad  anello), in modo da aumentare la sicurezza degli ospiti e rinforzarne il senso di familiarità. E’ importante che anche gli operatori della struttura siano tranquilli e possano lasciare agli anziani libertà di movimento nell’ambito del giardino. Il percorso è l’elemento strategico del giardino: la sua forma particolare e la discreta luminosità del materiale di cui è costituito permettono all’ospite di non perdersi, e comunque di non sentirsi in ansia se dovesse fuoriuscire dal percorso, perché, al di là di esso, non incontra ostacoli fisici o psicologici, ma un tappeto erboso su cui è altrettanto piacevole camminare, sdraiarsi, rotolarsi, sentirsi libero e in sicurezza.
* I vialetti vanno pavimentati con colori adatti, tenui, con caratteristiche antisdruccciolo e antiriflesso, e dotati di corrimani di sicurezza, in modo da consentire una deambulazione sicura ed un benessere visivo. Il contrasto cromatico con la vegetazione deve rendere facilmente individuabile gli spazi di percorrenza, e l’assenza di dislivelli ed ostacoli tra percorso e manto erboso consente un cammino in sicurezza, anche nel caso in cui il malato abbandoni il tracciato.
* Punti di riferimento: devono essere progettati al fine di stimolare le capacità mnesiche e l’orientamento spaziale, generalmente compromessi. Possono essere rappresentati da un gazebo, un pergolato, un orto, aree di sosta, ecc. che aiutino l’orientamento e che siano facilmente individuabili, grazie alla loro particolare forma e alla vegetazione segnaletica (il particolare colore dei fiori, il loro profumo caratteristico), collocata in punti strategici del percorso e comunque sempre in prossimità dei luoghi di attrazione.
* Per favorire attività di giardinaggio, o di manipolazione di piante, fiori, ortaggi, si possono realizzare aiuole/orti sopraelevati (per esempio, con altezza di 90 cm) per rendere agibile l’attività senza doversi piegare.
* L’acqua: il rumore dell’acqua che scorre rappresenta un importante stimolo uditivo nell’archivio della memoria. Nel giardino può essere, per esempio, prevista una fontanella, con la possibilità che gi ospiti vi si possano avvicinare in tutta sicurezza e vi possano anche bere.
* Recinzione: il giardino deve logicamente essere protetto, ma è bene che la recinzione sia mimetizzata, per esempio attraverso specie rampicanti, al fine di evitare d’infondere un senso di chiusura.
* Illuminazione: la fruizione serale, (e diurna, in condizioni metereologiche sfavorevoli), può essere garantita da un sistema di illuminazione, finalizzato ad identificare il percorso.

Il concetto di base del giardino Alzheimer è che esso deve rappresentare un percorso guidato, all’interno del quale le persone affette da Alzheimer possono muoversi liberamente, senza pericoli, in vialetti pavimentati oppure in spazi verdi, senza alcun tipo di ostacolo, e caratterizzato da un buon numero di panchine e corrimani. La guida ideale è rappresentata dalla natura: chi lo frequenta e vi sosta entra, infatti, in contatto con i diversi colori e aromi delle varie specie di piante presenti.
Facilità d’orientamento, sicurezza, libertà di movimento, privacy e serenità, stimolazione sensoriale, sperimentazione terapeutica, sono i principi fondatori di un progetto valido.

 

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