{"id":406,"date":"2016-06-07T10:15:04","date_gmt":"2016-06-07T10:15:04","guid":{"rendered":"http:\/\/new.centroisah.it\/?page_id=406"},"modified":"2022-01-11T10:28:40","modified_gmt":"2022-01-11T09:28:40","slug":"storia-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.centroisah.it\/?page_id=406","title":{"rendered":"Storia della Casa di Riposo San Giuseppe di Dolcedo"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il primo documento certo che fa riferimento al borgo di Dolcedo si pu\u00f2 far risalire alla concessione del vescovo Adalberto di Albenga del 17 maggio del 1103 in favore dei monaci benedettini della abbazia cistercense di Lerino situata in Provenza.<\/p>\n<p>Tale concessione autorizzava la separazione della chiesa di San Tommaso in Dolcedo dalla casa madre Santa Maria Assunta dei Piani. Si pu\u00f2 affermare con certezza che dall\u2019inizio del 1100 il paese era sotto il domino dei marchesi di Clavesana e dopo varie lotte e traversie il borgo pass\u00f2 definitivamente nel 1200 alla Repubblica Oligarchica di Genova con Podest\u00e0 il genovese Guiffredo di Pirovano.<\/p>\n<p>Nel 1300 il territorio di Dolcedo trasform\u00f2 quasi completamente le sue varie colture agricole in una monocoltura dell\u2019ulivo, ulivo che era stato introdotto fin dal 1119 dai monaci benedettini Laurinesi. Nel 1300 il paese visse un periodo di grande agiatezza economica grazie alla commercializzazione dell\u2019olio di oliva taggiasca. Tale grado di benessere poteva permettere alla comunit\u00e0 di Dolcedo di disporre di un ospedale capace di ricoverare sino a venti ammalati grazie a un reddito adeguato al bisogno, una scuola elementare con numerosi maestri affiancati da vari cappellani e nel 1400 il comune si dotava addirittura di un orologio pubblico.<\/p>\n<p>Nel 1504 il padre domenicano Agostino da Savona per soccorrere la comunit\u00e0 dalle conseguenze di una terribile siccit\u00e0 fondo il Monte di Piet\u00e0. \u00a0\u00a0Con i fondi del Monte di Piet\u00e0 fu costruita la loggia, oggi loggia del comune, sotto la quale si aprirono numerosi negozi di facoltosi mercanti di cui ancora oggi si posso ammirare le unit\u00e0 di misura (due lineari per la notevole produzione di stoffe e due in pietra per i il vino e l\u2019olio).<\/p>\n<p>Il Monte di Piet\u00e0 fu sempre molto attivo per la comunit\u00e0 sino a concludere la sua secolare attivit\u00e0 nel 1863.<\/p>\n<p>Nel 1600 dopo molte rivalit\u00e0 e contese con i commercianti di Porto Maurizio finalmente la comunit\u00e0 di Dolcedo ebbe nel 1613 dalle autorit\u00e0 genovesi l\u2019indipendenza e il riconoscimento a Comune autonomo.<\/p>\n<p>Parti dell\u2019attuale residenza della Casa di Riposo San Giuseppe sembrano risalire addirittura al 1300 secolo in cui ebbe funzione di ospedale e nei secoli sub\u00ec varie trasformazioni.<\/p>\n<p>Nel 1600 \u00a0la struttura fu convertita in convento dei frati domenicani di Taggia che la trasformarono in un complesso monastico con chiesa e le celle per i monaci.<\/p>\n<p>La chiesa fu dedica a San Domenico ma non riuscirono mai a terminarla ed oggi risulta sconsacrata e di propriet\u00e0 del Comune. \u00a0<\/p>\n<p>Il convento di San Domenico diede assistenza agli abitanti di Dolcedo e della valle durante la peste del 1640.<\/p>\n<p>Dal 1663 l\u2019edificio nei secoli ademp\u00ec a varie funzioni da convento dei padri Domenicani a carcere a sede di scuola elementare a ospedale e anche ad asilo nido.<\/p>\n<p>All\u2019inizio del 1800, dopo pochi anni dalla sua realizzazione, l\u2019edificio aveva gi\u00e0 cambiato destinazione, utilizzando i locali al piano terreno dell\u2019immobile ad uso pubblico e a carcere mandamentale, gi\u00e0 attivo dal 1875, mentre il piano primo era gi\u00e0 adoperato come ospedale.<\/p>\n<p>Il 13 febbraio del 1887 il terremoto che sconvolse il ponente ligure, interess\u00f2 anche Dolcedo ma per fortuna non vi furono morti e nemmeno feriti gravi ma sub\u00ec gravi danni alle strutture tra le quali l\u2019ex convento dei Domenicani. Il governo dell\u2019epoca stanzi\u00f2 per i danni alle strutture dei monaci la generosa cifra di 4500 lire.<\/p>\n<p>Le prime notizie storiche che si possono reperire negli archivi comunali risalgono all\u2019anno 1889 quando il Geom. Giovanni Ascheri, per conto del Comune di Dolcedo, redisse il \u201c<em>Progetto di riattamento dell\u2019Ex Convento San Domenico inserviente ad uso di Ospedale, dai danni del terremoto<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Nei documenti originali (Perizia, Computo Metrico, Capitolato di Appalto e Disegni) si evidenzia lo stato dei danneggiamenti provocati dal sisma e la necessit\u00e0 di intervenire eseguendo i seguenti lavori: il consolidamento delle murature esistenti, la realizzazione di un pozzo nero, la modifica delle bucature esistenti, la sostituzioni dei volti con nuovi solai in legno, la concatenazione dell\u2019intero fabbricato con due ordini di tiranti in ferro, la demolizione e ricostruzione dei tetti dell\u2019intero fabbricato, la demolizione e ricostruzione dei pavimenti, la costruzione di una scala interna per accedere dal piano primo ai soffitti, la sostituzione e manutenzione dei serramenti, l\u2019intonacatura dei nuovi muri oltre che la riparazione dei vecchi intonaci con la successiva coloritura.<\/p>\n<p>L\u2019intervento sopra descritto risulta certamente la fase di trasformazione pi\u00f9 significativa del manufatto, ed \u00e8 in parte riconoscibile ancora oggi.<\/p>\n<p>Nel secondo dopoguerra l\u2019edificio ricopr\u00ec ancora altre funzioni sino a convertirne una parte in centro di ostetricia e una seconda, pi\u00f9 estesa, in congregazione di carit\u00e0 ovvero ospizio gestito delle suore.<\/p>\n<p>Attorno agli anni sessanta l\u2019immobile sub\u00ec una ulteriore trasformazione in quanto venne destinato ad asilo infantile, limitatamente alla parte confinante con l\u2019ex edificio monastico, e a Casa di Riposo per anziani per la parte che si sviluppava nel giardino, la struttura assistenziale \u00e8 stata poi ampliata con una nuova ala, costruita attorno agli anni settanta con fondi regionali; e successivamente dotata di un ascensore \u2013 montalettighe per adeguare l\u2019immobile alle normative vigenti in materia di abbattimento delle barriere architettoniche.<\/p>\n<p>Nel 2003 la Regione Liguria deliber\u00f2 la fusione delle IPAB ISAH centro di riabilitazione di Imperia con l&#8217;IPAB Casa di Riposo San Guseppe dando vita all&#8217;Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ISAH centro di riabilitazione di Imperia e\u00a0 Casa di Riposo San Guseppe.<\/p>\n<p>Nei 2009\/10 la struttura ebbe finalmente una radicale ristrutturazione grazie all\u2019ISAH e alla guida della Soprintendenza delle Belle Arti di Genova\u00a0 che pur salvaguardandone le caratteristiche architettoniche\u00a0 e artistiche di valenza storica \u00e8 riuscita a renderla un centro altamente qualificato\u00a0 per \u00a0rispondere alle esigenze degli anziani e disabili come Casa di Riposo San Giuseppe RP-RSA e oggi gode di ottime referenze.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"post-meta\">Ultima Modifica: 11\/01\/22<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Il primo documento certo che fa riferimento al borgo di Dolcedo si pu\u00f2 far risalire alla concessione del vescovo Adalberto di Albenga del 17 maggio del 1103 in favore dei monaci benedettini della abbazia cistercense di Lerino situata in Provenza. 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