Statuto

I.S.A.H.

CENTRO DI RIABILITAZIONE POLIVALENTE

E CASA DI RIPOSO SAN GIUSEPPESTATUTO ORGANICO

Approvato con D.C.A. n. 13 del 30/08/2018

Approvato con D.G.R. Liguria  623 del 03/08/2018

I.S.A.H.

CENTRO DI RIABILITAZIONE POLIVALENTE

E CASA DI RIPOSO SAN GIUSEPPE

STATUTO ORGANICO

—– TITOLO 1° —–

DENOMINAZIONE, SEDE, ORIGINE E SCOPI ISTITUZIONALI

 Art. 1

(Denominazione, sede, origine)

 L’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona denominata “ISAH Centro di Riabilitazione polivalente e Casa di Riposo San Giuseppe”  proviene dalla fusione delle seguenti Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza:

 “ISAH – Centro di Riabilitazione Polivalente” con sede in Imperia, piazzetta G.B. De Negri, 4. L’ISAH derivava dall’Istituto dei Sordomuti di Imperia venne fondato su proposta dello Scolopio Padre Gio Batta De Negri, che ne fu il primo Direttore, e a cura precipua del Cav. Don Gio Batta Belgrano, Prevosto di Oneglia, Consigliere comunale e Presidente della Congregazione di carità – nell’anno 1852, dal Comune di Oneglia, che lo provvide con una annualità di £ 500, fino a che nell’anno 1890, essendo prima stato ospite del Collegio cittadino “Ulisse Calvi” delle scuole pie, fu collocato nell’attuale sede, costruita dopo il terremoto con favore del Governo a prevalenti spese del Comune. Fu eretto in Ente Morale con R. Decreto del 20 giugno 1852. L’Istituto mutò il nome in quello di “ISAH, Centro di riabilitazione polivalente”, con modifica statutaria approvata con deliberazione di Giunta Regionale n. 512 dell’11 maggio 2001”.

 “Casa di Riposo San Giuseppe” di Dolcedo, esistente ab immemorabile e nel passato denominata anche “Ospedale San Giuseppe di Dolcedo” ovvero “Ospedale Civile di Dolcedo”, con sede in Dolcedo (IM), Piazza Virenti, 5.

 La sede legale dell’azienda è sita in Imperia, piazzetta G.B. De Negri, 4.

 Art. 2

(Scopi istituzionali)

 L’Azienda non ha fini di lucro, ha personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia statutaria, patrimoniale, contabile, gestionale, tecnica, opera con criteri imprenditoriali, informa la propria attività di gestione a criteri di efficienza, efficacia ed economicità, nel rispetto del pareggio di bilancio da perseguire attraverso l’equilibrio dei costi e dei ricavi.

 Gli scopi istituzionali dell’azienda, in conformità a quanto previsto dalle tavole di fondazione ed adeguati alle finalità del decreto legislativo 207/2001 (Riordinamento del sistema delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza, a norma dell’art.10 della L. 8.11.2000, n. 328), sono:

 A) L’Azienda realizza forme di prevenzione, cura e riabilitazione sanitaria ed integrazione sociale per  portatori di handicap psichici, fisici e/o sensoriali, disturbati psichici e minori a rischio. A tal fine effettua prestazioni sanitarie e riabilitative, sociali, assistenziali ed assicura, con servizi residenziali, ai casi di inadeguatezza familiare grave, soluzioni abitative ad impronta familiare, alternative a forme istituzionali tradizionali.

L’azienda provvede all’inserimento scolastico degli utenti in età scolare nelle scuole pubbliche e/o private parificate.

L’azienda promuove ed attiva situazioni di formazione professionale e di inserimento lavorativo per gli utenti del Centro di Riabilitazione tenuto conto delle specifiche situazioni degli stessi. Nell’avviamento alla formazione professionale ed al lavoro si tiene conto, in quanto sia possibile, delle loro tendenze ed attitudini.

L’Azienda favorisce l’attività sportiva dei propri utenti.

 B) L’Azienda attua la gestione di strutture per anziani, sia residenziali che diurne, nonché di attività domiciliari a favore degli stessi.

 I servizi assistenziali e sanitari alla persona svolti dall’Azienda sono rivolti istituzionalmente ai soggetti disabili ed agli anziani.

 Gli scopi istituzionali sono alimentati dalle risorse provenienti dagli specifici beni del patrimonio ad esso originariamente destinati in conformità alle destinazioni impresse nelle tavole di fondazione come successivamente modificate dagli Statuti delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza da cui l’Azienda discende.

 Nella stesura di tutti i documenti contabili e di programmazione economica-finanziaria dell’Azienda sono predisposte specifiche tabelle riassuntive da cui sia desumibile l’utilizzazione delle rendite e dei beni in relazione alle tavole di fondazione ed alle predette successive modifiche ed in cui siano motivati ed evidenziati gli impieghi.

Art. 3

(Diritti degli utenti)

 L’azienda garantisce agli utenti il pieno rispetto della dignità e della riservatezza personale.

 All’interno dei servizi socio-sanitari residenziali è garantita l’assistenza religiosa secondo le modalità da concordare, per i cattolici, con l’Ordinario Diocesano. Per le altre fedi religiose si rimanda alla Carta dei Diritti, da adottarsi con apposito regolamento.

 Al fine di garantire il più ampio coinvolgimento delle parti interessate ai servizi che l’azienda fornisce, può essere istituito un Comitato Consultivo la cui composizione, compiti e modalità di funzionamento sono definiti nel regolamento interno.

Art. 4

(Attività di studio e formazione)

 L’azienda, quale supporto ai propri fini istituzionali, effettua studi e ricerche concernenti il recupero dei portatori di handicaps e le tematiche dell’emarginazione, della sicurezza sociale, della sanità e della scuola, nonché tutte le problematiche attinenti alla persona anziana.

 Organizza iniziative culturali volte alla sensibilizzazione alle tematiche dell’handicap, dell’anziano e dell’emarginazione sociale in genere.

 Collabora con persone fisiche, giuridiche ed associazioni che operino per l’integrazione sociale di portatori di handiacap, minori a rischio e disturbati psichici oltre ogni barriera ideologica, culturale e razziale, ovvero che operino a favore delle persone anziane.

 Assicura costantemente occasioni di approfondimento ed aggiornamento professionale, culturale e sociale per i propri collaboratori, per i familiari dei fruitori dei servizi e per la cittadinanza in genere.

 Fornisce formazione e consulenza a terzi.

 Art. 5

(Forme di collaborazione)

 L’azienda è inserita a tutti gli effetti nella rete di protezione sociale, partecipa alla programmazione regionale e locale, stabilisce forme di cooperazione e collaborazione secondo le modalità previste dalla normativa regionale e si integra e si coordina con gli interventi e le politiche dei servizi sanitari e sociali della Regione Liguria e degli Enti locali Territoriali.

 L’Azienda persegue la collaborazione istituzionale con ogni altra amministrazione pubblica, istituzione privata ed organizzazione di volontariato che operi, senza scopo di lucro, nei settori della sanità, dell’assistenza e dei servizi sociali. Le forme di collaborazione per la gestione dei servizi sono disciplinate mediante convenzione.

 Mantiene nel solco così tracciato, una autonoma capacità progettuale ed imprenditoriale finalizzata al raggiungimento delle predette finalità socio-riabilitative.

 L’attività dell’Azienda si integra e si coordina con gli interventi e le politiche socioassistenziali della Regione, del Comune ed in particolare dei Comuni di Imperia e Dolcedo (IM) cui competono le funzioni di monitoraggio e vigilanza sull’attività dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona previste dalla legislazione regionale in materia di servizi sociali.

Art. 6

(Agevolazioni)

 In caso di comprovata necessità l’azienda ha facoltà di concedere esenzioni o agevolazioni rispetto alle rette ordinarie, previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione

Art. 7
(Dimissioni degli utenti)

 I fruitori dei servizi per disabili sono dimessi quando venga meno la necessità dell’intervento riabilitativo ed educativo, con le modalità previste dal regolamento.

 Art. 8

(Patrimonio)

 Il patrimonio dell’Azienda è formato da tutti i beni comunque acquisiti nell’esercizio della propria attività o a seguito di atti di liberalità e, alla data della costituzione dell’Azienda, è formato dai beni mobili ed immobili già appartenenti alle IPAB “ISAH Centro di riabilitazione polivalente”, “Casa di Riposo San Giuseppe di Dolcedo” ed alle altre IPAB il cui patrimonio è stato devoluto all’Azienda a seguito della loro estinzione.

 I beni acquisiti in futuro per effetto di donazione, eredità o legato si presumono, in assenza di espresso vincolo operato dal benefattore, come devoluti a favore degli scopi istituzionali e solo in casi eccezionali sono impiegabili per le finalità meglio individuate dal Consiglio di Amministrazione in relazione ai bisogni assistenziali, salvo quanto previsto dall’art. 2, comma 3.

 L’azienda  provvede alle proprie finalità istituzionali con le eventuali rendite patrimoniali, con le rette pagate per gli utenti e con ogni altro introito.

 Tutte le risorse dell’ Azienda, compresi eventuali utili o avanzi di gestione,  debbono essere impiegate esclusivamente per il raggiungimento dei fini istituzionali, in quanto mezzi strumentali diretti o  indiretti.

 E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Azienda, in favore di amministratori,  partecipanti, lavoratori o collaboratori, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge, ovvero siano effettuate a favore di enti che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima e unitaria struttura e svolgono la stessa attività, ovvero altre attività istituzionali, direttamente e specificatamente previste dalla normativa vigente

 In caso di estinzione dell’Azienda il patrimonio che residua dalla liquidazione è devoluto al Comune in cui L’Azienda ha sede legale con vincolo di destinazione ai servizi sociali.

—– TITOLO 2° —–

ORGANI

Art. 9

(Organi dell’Azienda)

 Sono organi dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ISAH Centro di Riabilitazione Polivalente e Casa di Riposo San Giuseppe: il Presidente, il Consiglio di Amministrazione, il Revisore Unico, che provvedono ad amministrarla secondo le rispettive competenze stabilite nel presente Statuto.

  Art. 10

(Consiglio di Amministrazione)

 L’azienda è retta da un Consiglio di Amministrazione composto da cinque membri, compreso il Presidente.

 I consiglieri sono nominati uno dalla Regione Liguria, uno dal  Comune di Dolcedo,  tre dal Comune di Imperia.

 Il Presidente è nominato dal Comune di Imperia,  scegliendolo tra i Consiglieri di propria nomina.

 Il Consigliere nominato dal Comune di Dolcedo assume l’incarico di VicePresidente

 Tanto il Presidente quanto i Consiglieri durano in carica cinque anni  e possono sempre essere riconfermati.

 In caso di cessazione di un Consigliere prima dell’ordinaria scadenza, per morte, per dimissione, per decadenza, o per qualsiasi altra causa, il subentrante resta in carica per la restante parte del mandato.

 I Consiglieri sono tra persone che siano in possesso di competenza ed esperienza in materia gestionale o nei settori in cui si esplicano le finalità Istituzionali dell’Ente e non si trovino in alcuna delle cause di incompatibilità e ineleggibilità previste per i consiglieri comunali, nonché nelle condizioni di inconferibilità e incompatibilità previste dal decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39 (Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell’art. 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190).

 Il Presidente pro-tempore uscente, entro dieci giorni dal completamento delle nomine, secondo quanto previsto dal comma 2, convoca il nuovo Consiglio di Amministrazione per l’insediamento. La durata del Consiglio di Amministrazione decorre dal giorno del suo insediamento.

 Art.11

(Obblighi e Status dei Consiglieri)

 I membri del Consiglio d’Amministrazione che senza giustificato motivo, non intervengono a tre sedute consecutive, decadono dalla carica.

 La decadenza è pronunciata dal Consiglio stesso, che ne dà immediata comunicazione alla Regione e all’Ente che ha proceduto alla nomina; la Regione la può promuovere.

 Le dimissioni dei consiglieri diventano efficaci a seguito dell’accettazione da parte del Consiglio.

 Gli amministratori, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado.

 L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado.

 L’Azienda potrà assicurare i propri amministratori contro i rischi conseguenti all’espletamento del loro mandato.

 L’incarico di componente del Consiglio di Amministrazione e di Presidente è svolto a titolo gratuito e da diritto solo al rimborso delle spese sostenute e documentate

Art. 12

(Convocazioni del Consiglio)

 Le riunioni del Consiglio di Amministrazione sono convocate dal Presidente, di propria iniziativa o qualora ricorra il caso di cui al comma 3, con invito scritto indicante data e ora contenente l’ordine del giorno degli oggetti da trattare. L’invito può avvenire anche per fax o e-mail, purché preventivamente richiesto ed accolto. Deve essere inviato almeno tre giorni prima della riunione.

 E’ ammessa, nei casi urgenti, la convocazione telegrafica.

 Su richiesta di almeno due componenti del Consiglio di Amministrazione o del Direttore il Presidente può procedere alla convocazione del Consiglio, purché la richiesta sia motivata e riguardi competenze specifiche del Consiglio stesso. In tal caso l’adunanza deve avere luogo entro sette giorni da quello in cui la richiesta è pervenuta alla Presidenza, ovvero nel maggior termine eventualmente indicato nella richiesta medesima.

 Il Consiglio di Amministrazione può deliberare su argomenti non compresi nell’ordine del giorno se tutti i componenti sono presenti e nessuno si oppone.

 La sede è di regola presso gli uffici amministrativi dell’Azienda, salvo diverso, preventivo accordo con tutti i componenti il Consiglio di Amministrazione.

 Le sedute sono presiedute dal presidente. In sua assenza, presiede il Vice presidente,  ovvero nel caso di assenza anche di questi il Consigliere più anziano di nomina ed in caso di contemporanea nomina il più anziano di età.

 Le sedute del Consiglio di Amministrazione sono valide quando siano presenti almeno tre consiglieri. Le deliberazioni vengono adottate a maggioranza assoluta dei presenti.

Art. 13

(Adozione delle deliberazioni)

 Le deliberazioni del Consiglio sono adottate con l’intervento di almeno tre consiglieri ed a maggioranza assoluta dei voti degli intervenuti, il numero legale deve perdurare per tutta la seduta e ove venga a mancare nel corso dell’adunanza, il Presidente la dichiara chiusa e ne ordina la menzione verbale. Per la validità delle adunanze non è computato chi avendo interesse, giusta l’art. 13, comma 3, del presente statuto, non può prendere parte alle deliberazioni.

 Le votazioni si fanno per appello nominale od a voto segreto quando si tratti di questioni concernenti persone. Sono rese per alzata di mano.

 Nel caso di parità di voti la proposta si intende respinta.

 Le sedute del Consiglio d’Amministrazione non sono  pubbliche. Ad esse interviene il Direttore che può esprimere un parere consultivo ed ha diritto di fare inserire a verbale le proprie dichiarazioni.

 Il Revisore Unico  può partecipare, con voto consultivo, alle riunioni del Consiglio d’Amministrazione in cui si deliberi il bilancio preventivo annuale, il Bilancio di esercizio (o conto consuntivo) o si adottino provvedimenti che incidano sul bilancio o il patrimonio  ed alle altre riunioni a cui sia invitato dal presidente del Consiglio d’Amministrazione.

 Il Presidente del Consiglio di Amministrazione può invitare alle sedute chiunque ritenga opportuno per chiarimenti o comunicazioni relativi agli argomenti da trattare.

Art. 14

(Verbalizzazione)

 I processi verbali delle adunanze sono stesi dal Segretario del Consiglio o, in sua assenza, dal Consigliere meno anziano e sono firmati dal Presidente e dal segretario ed inseriti nella raccolta degli originali. I verbali sono approvati dal Consiglio nella prima seduta successiva.

 I verbali delle deliberazioni debbono essere completi e contenere il riassunto delle discussioni sui singoli oggetti all’ordine del giorno trattati. Essi devono menzionare le opposizioni, dichiarazioni o riserve con le quali, taluno dei componenti il Consiglio abbia inteso spiegare, difendere o ricusare il proprio voto, solo nel caso che l’interessato ne faccia esplicita richiesta.

 Le copie dei verbali, richieste da chi vi abbia interesse, sono rilasciate, su autorizzazione del Direttore, secondo le norme che regolano l’accesso ai documenti per gli Uffici pubblici, a spese dell’interessato.

Art. 15

(Attribuzioni del Consiglio)

 Il Consiglio di Amministrazione, determina l’indirizzo politico-amministrativo dell’Azienda , mediante l’adozione di atti fondamentali, di programmazione e delle altre deliberazioni previste dal presente Statuto. Verifica l’azione amministrativa e gestionale dell’Azienda, definendone gli obiettivi perseguibili ed i programmi di attività, le direttive generali ed i programmi da attuare la rispondenza dei risultati della gestione alle direttive impartite ed adottando i provvedimenti conseguenti

 In particolare il Consiglio ha competenze limitatamente ai seguenti atti fondamentali:

lo Statuto ed i Regolamenti dell’Ente;

la nomina del Direttore;

i Bilanci annuali, le relative variazioni ed i conti consuntivi;

le dotazioni organiche e le relative variazioni;

la stipulazione di convenzioni e la costituzione e la modificazione di forme associative;

la determinazione delle tariffe dei servizi;

la costituzione di società o fondazioni di diritto privato per lo svolgimento di attività strumentali a quelle istituzionali e per la gestione del patrimonio;

l’autorizzazione alla contrazione di mutui;

le spese che impegnino i Bilanci per più esercizi;

gli acquisti, permute, alienazioni e contratti di comodato riguardanti immobili;

la nomina, la designazione e la revoca dei propri rappresentanti presso enti, aziende, associazioni, consorzi ed istituzioni;

la pronuncia della decadenza dei Consiglieri ai sensi dell’art. 10 del presente statuto;

le esenzioni o agevolazioni di cui all’art. 6;

ogni altro provvedimento di cui al primo comma del presente articolo.

 Ferma restando la collegialità delle funzioni deliberative, il Consiglio ha facoltà di demandare, con le modalità previste dal regolamento, compiti ed attribuzioni inerenti determinati settori della vita dell’Ente ad uno o più consiglieri. Il Consigliere designato dal Comune di Dolcedo è incaricato di vigilare e sovrintendere l’attività della locale struttura sita nel Comune di Dolcedo

Art. 16

(Presidente)

 Il Presidente esercita le funzioni che gli sono attribuite dalle leggi, dai regolamenti statali e regionali, dal presente Statuto.

 In particolare:

– ha la rappresentanza legale dell’Ente e cura i rapporti con gli Enti ed altre autorità;

– convoca e presiede il Consiglio di Amministrazione, determinando l’ordine del giorno delle sedute;

– sviluppa ogni utile iniziativa di collegamento con le amministrazioni pubbliche, con gli operatori privati, con le espressioni organizzate dall’utenza o con ogni altra organizzazione interessata al campo di attività dell’Ente;

– assume sotto la propria responsabilità i provvedimenti di competenza propri del Consiglio di Amministrazione, quando l’urgenza sia tale da non permettere la tempestiva convocazione del Consiglio stesso, con obbligo di convalida successiva da parte del Consiglio di Amministrazione, nella prima seduta utile e comunque non oltre sessanta giorni.

 In assenza o impedimento del Presidente le sue funzioni sono svolte dal Vice Presidente.

 Art. 17

(Revisore Unico)

 Il Revisore Unico è nominato dalla Giunta Regionale tra gli iscritti al registro dei revisori legali e , mediante l’accesso ai documenti contabili ed amministrativi, esercita l’azione di controllo e verifica amministrativa, contabile e finanziaria dell’Azienda secondo le disposizioni della normativa vigente in materia.

 Al revisore Unico delle Aziende si applicano i limiti per compensi spettanti ai revisori dei conti degli enti strumentali previsti dall’art. 15 della legge regionale 28 giugno 1994 n. 28 (Disciplina defli Enti Strumentali della Regione) e successive modifiche ed integrazioni.

 Al Revisore Unico è data notizia della data ora e luogo delle sedute del Consiglio di Amministrazione, con indicazione degli argomenti all’ordine del giorno. Essi possono intervenire alle sedute con funzioni consultive, come previsto all’art. 13.

Art. 18

(Controllo strategico e interno)

 Le funzioni di controllo strategico ed interno sono svolte con le modalità previste dal regolamento di organizzazione.

—- TITOLO 3° —–

GESTIONE AMMINISTRATIVA E DEI SERVIZI

Art. 19

(Principi organizzativi)

 L’organizzazione dei servizi è improntata a criteri di economicità di gestione, di responsabilità, di efficacia, di efficienza, di trasparenza dell’azione amministrativa.

 Art. 20

(Il Direttore)

 Il Direttore è il responsabile della gestione amministrativa tecnica e finanziaria dell’Azienda. E’ responsabile del raggiungimento e della realizzazione degli obiettivi programmati dal Consiglio di Amministrazione. Provvede all’organizzazione e gestione del personale e all’utilizzazione delle risorse finanziarie affidategli. Agisce in piena autonomia professionale e con ogni connessa responsabilità attinente al rispetto delle normative vigenti, all’efficienza e all’economicità della gestione.

 Il Direttore è nominato dal Consiglio di Amministrazione sulla base dei seguenti requisiti minimi:

– esperienza quinquennale di gestione di strutture o servizi operanti nella riabilitazione dei disabili e nell’assistenza agli anziani che abbiano avuto un giro d’affari medio nel quinquennio almeno pari a quello dell’Azienda nell’esercizio precedente a quello della nomina.

– limitatamente all’ipotesi di nomina di dipendente dell’Azienda, esperienza, nel triennio precedente la nomina, come responsabile di settore, inquadrato nella categoria ( non dirigenziale) apicale presente nell’azienda. Nel caso di dipendente con qualifica dirigenziale si richiede esperienza biennale.

 Il rapporto di lavoro del Direttore è a tempo pieno, regolato da contratto di diritto privato di durata non superiore a quello del Consiglio di Amministrazione che lo ha nominato.

 La retribuzione mensile lorda è stabilita dal Consiglio di Amministrazione e non può comunque eccedere l’importo del 50% della retribuzione dei Direttori Generali della Regione Liguria.

 La carica di Direttore è incompatibile con qualsiasi altro lavoro, dipendente o autonomo, e la relativa nomina determina per i lavoratori dipendenti il collocamento in aspettativa senza assegni e il diritto alla conservazione del posto.

 Il Direttore può essere revocato dal suo incarico con provvedimento motivato del Consiglio di Amministrazione, in caso di gravi violazioni di legge o del mancato raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal Consiglio di Amministrazione, sulla base dei criteri stabiliti nel regolamento di organizzazione.

Art. 21

(Personale dipendente)

 ll modo di nomina, la dotazione organica, i diritti ed i doveri, le attribuzioni e le mansioni del personale, sono fissati dal regolamento interno di organizzazione nel rispetto della normativa e dei contratti collettivi nazionali di lavoro nel tempo vigenti, come previsto dall’art. 11 del decreto legislativo 4 maggio 2001, n. 207.

 Il Consiglio di Amministrazione stabilisce il fabbisogno di personale secondo criteri di economicità basati sulle effettive necessità funzionali connesse agli obiettivi dell’Azienda ed al livello dei servizi erogati, verificandone periodicamente la congruità.

 La gestione degli uffici e l’erogazione dei servizi assistenziali sono svolti dal personale dell’Azienda sotto la direzione del Direttore. Il rapporto di lavoro dei dipendenti dell’Azienda pubblica di servizi alla Persona ha natura privatistica ed è disciplinato, previa istituzione di un autonomo comparto di contrattazione collettiva, secondo le indicazioni di cui all’art. 11 del decreto legislativo 207/2001.

 In attesa dell’istituzione del comparto di cui sopra continuano a valere per il personale in servizio le disposizioni del contratto collettivo applicato alle Regioni Autonomie Locali.

 Art. 22

(Regolamento di organizzazione)

 L’Azienda, mediante apposito regolamento, stabilisce, in conformità alla legge ed al presente statuto, i criteri generali di organizzazione e di funzionamento degli uffici e dei servizi, nel rispetto della disciplina del rapporto di lavoro e della contrattazione collettiva vigente.

 Art. 23

(Regolamento di ammissione)

 L’Azienda si dota di regolamento di ammissione per disciplinare l’accesso ai propri servizi.

 Il regolamento garantisce la parità di trattamento a tutti gli utenti senza discriminazioni legate a condizioni sociali, religiose ed economiche.

 Per il servizio di residenza protetta per anziani, sarà data priorità ai residenti nel Comune di Dolcedo, per l’inserimento nella struttura sita in detto Comune.

—- TITOLO 4° —

GESTIONE ECONOMICA E FINANZIARIA

 Art. 24

(Gestione del patrimonio)

 L’Azienda provvede all’amministrazione ed alla erogazione dei servizi assistenziali utilizzando direttamente i beni del proprio patrimonio idonei a tale scopo. I beni mobili ed immobili direttamente o indirettamente strumentali all’esercizio di funzioni istituzionali costituiscono patrimonio indisponibile soggetto alla disciplina dell’art. 828, comma 2 del Codice Civile. Il vincolo di indisponibilità grava:

 a) in caso di sostituzione dei beni mobili per degrado o adeguamento tecnologico, sui beni acquistati in sostituzione;

b) in caso di trasferimento dei servizi pubblici in altri immobili appositamente acquistati o ristrutturati, sui nuovi immobili.

 I beni immobili e mobili sostituiti entrano direttamente a fare parte del patrimonio disponibile. Le operazioni previste dal presente comma sono documentate con le annotazioni previste dalle disposizioni vigenti.

 Gli atti di trasferimento a terzi di diritti reali su immobili, non effettuati con le forme dell’asta pubblica o della licitazione privata, sono trasmessi alla Regione per la preventiva autorizzazione.

 Di tutto il patrimonio costituito dai beni mobili ed immobili di proprietà dell’azienda è tenuto l’inventario, da aggiornarsi periodicamente con cadenza normalmente biennale annuale, contenente la descrizione e la valutazione dei beni e la segnalazione di eventuali beni aventi valore storico, monumentale o artistico.

 Il Consiglio di Amministrazione può deliberare la costituzione di società o l’istituzione fondazioni di diritto privato al fine di provvedere alla gestione  ed alla manutenzione del proprio patrimonio. L’eventuale affidamento della gestione patrimoniale a soggetti esterni avviene in base a criteri comparativi di scelta rispondenti all’esclusivo interesse dell’Azienda.

Art. 25

(Programmazione economica e finanziaria)

 L’Azienda adotta il regime di contabilità economico-patrimoniale. La gestione economico – patrimoniale s’informa al principio del pareggio di bilancio.

 Entro il 30 aprile di ogni anno il bilancio di esercizio deve essere approvato ed inviato alla Giunta Regionale nei successivi quindici giorni che ne prende atto.

 L’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona si dota del regolamento di contabilità economico-finanziaria e di economato.

Art. 26

(Gestione contabile)

 Tutti i provvedimenti che comportano oneri a carico del bilancio devono essere assistiti dalla attestazione della relativa copertura finanziaria a cura del responsabile del settore finanziario ovvero, in mancanza di tale figura, dal Direttore. Gli ordini di pagamento sono consentiti al momento in cui il Consiglio di Amministrazione quantifica il budget.

—TITOLO 5°—

NORME FINALI E TRANSITORIE

Art. 27

(Norme finali e transitorie)

 Le disposizioni del presente Statuto entrano in vigore al momento dell’approvazione da parte della Giunta della regione Liguria.

Art. 28

(Norma di rinvio)

 Per quanto non previsto dal presente Statuto si osservano le disposizioni normative vigenti.

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